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2.13.2007

Dopo l'assemblea del 9 Febbraio, a Bologna, sulla Laicità
Intervista a Giancarla Codrignani

Insieme ad altri personaggi della cultura come Laura Renzoni Governatori e Rosanna Facchini, lei ha aderito all'Associazione nazionale della sinistra per il partito democratico. Perché questa scelta?

C'è bisogno di luoghi politici che raccolgano persone di sinistra iscritte e non iscritte ai partiti e che non possono essere incluse nei dibattiti interni.
I congressi sono necessari, ma sono finalizzati a determinati recinti.

Quali recinti?
Un congresso, anche per i suoi tempi, non può fare cultura politica. Mentre il cittadino deve avere questo obiettivo come riferimento.

Non le pare che questo apporto esterno al nuovo partito avvenga un po'troppo su base volontaristica? Forse dovrebbero essere i politici stessi acoinvolgere il mondo della cultura.

E' inevitabile che sia così. La socialdemocrazia tedesca ha tenuto insieme personalità che in Italia rappresenterebbo da Bertinotti a Dini, ma noi abbiamo più frammentazione politica, che rischia di accentuarsi ancora. E' necessario trovarsi sui valori fondamentali e credo che solonella società ci siano le necessarie componenti di creatività. Altrimenti le forze politiche si burocratizzano e la frammentazione diventa rottura. Guardi la vicenda deiDico...

Il problema della laicità sarà centrale nel Pd.

Molti problemi derivano da strumentalizzazioni e incultura politica.Tutti dovrebbero avere come riferimento la Costituzione. Invece le gerarchie cattoliche dimenticano che c'è un Concordato che dice che ciascuno Stato (la Santasede è uno stato) è indipendente e sovrano nel suo ordine e intervengono in maniera pesante. Solo in Italia, poi. Perché inSpagna, Germania o Francia non hanno messo bocca su provvedimenti analoghi? La nostra legge sulla fecondazione assistita è la peggiore d'Europa, proprio perché Ruini non ha detto ai cattolici perché dovevano votare "no", ma a detto a tutti di non andare a votare.

I Dico però non piacciono nemmeno ai gay.

Nemmeno la legge sul divorzio piaceva a tutti. Ma intanto l'importante è aprire una strada, avere una legge che parla di diritti.

Anche la collocazione internazionale sarà un nodo importante per il Pd.Proprio oggi a Bologna sono arrivati i manifestanti contro la base Usa di Vicenza.

La società civile si deve svegliare: della base di Vicenza si sapeva da anni, è inutile protestare a cose fatte. E in politica estera sono convinta che il Pd si prenderà le proprie responsabilità come ha sempre fatto l'Ulivo.

Entro fine mese presenterete la vostra associazione.

Sì, mi auguro che nessuno ne abbia paura. C'è bisogno di tenere le porte aperte, non di tirare su dei muretti. Sono importanti le costellazioni che ruotano intorno al pianeta.

Sul tema della laicità Bologna è un terreno delicato.

Qua, essendo una città di sinistra, hanno sempre mandato i vescovi più conservatori. Anche Caffarra è aperto alla discussione, ma teologicamente molto chiuso.

E Bologna come si rapporta con la Curia?

Ai tempi del divorzio c'erano due visioni che si esprimevano, adesso nessuno si esprime. E chi tace sembra confermare anche se è in dissenso. Fra i cattolici ci dovrebbe essere più libertà d'espressione, almeno per fedeltà al Concilio.

A cosa si riferisce?

Conosco degli iperconservatori i cui figli convivono tranquillamente. Magari in vista del matrimonio. Se in privato si accetta questa pratica, perché poinon si possono sostenere i Dico?

La colpa è della Chiesa?

Di certo la Chiesa parla poco del Vangelo e molto di tutto il resto. La gente, perciò, è sempre più ignorante sulla religione: è ricca,ma sembra ottusa.Cosa propone? C'è bisogno di "spazio pubblico", come diceva Hannah Arendt. Bisogna assolutamente scrostare l' indifferenza. Noi vogliamo, con la nostra Associazione creare uno spazio pubblico, aperto, ma dove di possano discutere i problemi più seri e difficili.

Dall'intervista di Jacopo Cecconi, su "Il Bologna", 11 Febbraio 2007

Sulla "laicità" delle istituzioni
Una lettera di Piergiorgio Maiardi

In margine all’incontro del 9 Febbraio al Baraccano (Promosso da "nell'Ulivo.Da Sinistra" ndr) vorrei fare alcune brevissime considerazioni:
io credo che la questione sia duplice e distinta: sulla laicità delle Istituzioni, io, credente e cattolico praticante, non ho dubbi. Anzi, da cattolico la pretendo come condizione che garantisce il rispetto della dignità, della libertà di ogni persona e della diversità fra le persone. Solamente questa condizione può permettere a me, credente, di stare con pari dignità fra gli altri e di recare l’apporto della "cultura" che mi viene dalla mia fede, che dà motivazioni al mio impegno sociale e politico e che si esprime in sensibilità e attenzioni. Come diceva Guerzoni, la laicità è la condizione per il rispetto dei principi fondamentali e "non disponibili" della Carta Costituzionale che provengono anche dalla cultura cattolica.
Tutto questo in un contesto di democrazia in cui la persona deve essere libera e protagonista, senza interferenze di altre componenti, ed in cui ognuno deve poter proporre ciò che ritiene meglio per il "bene comune", essere disponibile al confronto e cercare di ottenere il maggior grado di condivisione sulla soluzione che ritiene migliore. La democrazia è esigente per tutti perché chiede a ciascuno un ruolo attivo: per i "credenti" ritengo sia la condizione più in sintonia con la propria fede e la propria "cultura". Un credente ha il diritto ed il dovere di formulare e sostenere la propria proposta solamente sulla base della sua validità riguardo alla giustizia ed al bene comune.
Le modalità di intervento della Gerarchia ecclesiastica nel contesto sociale e politico – che rappresentano il secondo corno della questione - sono criticabili in questo contesto, ma credo che rappresentino un problema più interno che esterno alla Chiesa: sono problema esterno nella misura in cui si ritenga che la Gerarchia sia in grado di influenzare le Istituzioni ma sta alle Istituzioni garantire la propria laicità e sta alla comunità nazionale cogliere la sostanza degli interventi della Gerarchia e valutarne la validità in ordine alle deliberazioni da assumere per la giustizia ed il bene comune. La Chiesa, come diceva Guerzoni, rappresenta una delle presenze nella società di cui non si può non tener conto.
Ma sono senz’altro problema interno alla Chiesa: è nella Chiesa che deve affermarsi la convinzione che la Chiesa non è "parte" nel mondo, una parte che si contrappone ad altre parti, o un "potere" che tratta con gli altri poteri, ma è "presenza" nel mondo, una presenza fatta di annuncio, e quindi di proposta, e di credenti che la concretizzano nella quotidianità della vita sociale e politica, a tutti i livelli, sotto la propria responsabilità. Oggi questa modalità, nella Chiesa italiana, appare "appannata", con un forte condizionamento dell’approccio dei credenti alla realtà sociale e politica. La Gerarchia ritiene di non doversi limitare all’annuncio della novità cristiana, ma ritiene di dover trattare anche delle modalità con cui le Istituzioni si danno le regole del vivere comune. Queste regole non possono essere estranee all’interesse della Chiesa ma l’ interesse si deve esprimere attraverso l’impegno libero e responsabile dei credenti in un contesto di democrazia.
E qui si apre un ampio spazio di problematiche che devono essere affrontate nella Chiesa: si tratta di avere un approccio diverso con il mondo, di avere più speranza e meno paura, di credere nel mistero di Dio presente nel mondo ed in ogni persona, di testimoniare ed annunciare il mistero dell’amore di un Dio che si incarna e fa propria la realtà di ogni uomo….e, quindi, di avere più fiducia nella democrazia, nell’impegno di ogni credente, nella esigenza che nella Chiesa si sviluppi un dialogo liberante e responsabilizzante sulle "schiavitù" da cui il mondo e le persone devono essere liberati per fare "giustizia".
La prospettiva del Partito Democratico, così come credo la dobbiamo intendere, ha assoluto bisogno di credenti liberi e responsabili, che considerano l’impegno socio-politico come espressione di carità e di solidarietà, disposti a incontrarsi, dare credito e confrontarsi con altre ispirazioni e culture, per dare qualità alla nostra democrazia ed alla nostra politica.

2.08.2007

I valori, la storia della Sinistra e il Partito Democratico.
Per una associazione.



«E’ compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana
e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».


Art. 3 della Costituzione


Facciamo LA COSA GIUSTA, e NECESSARIA, e POSSIBILE.
Vogliamo fare sorgere una "Associazione nazionale della Sinistra per il Partito Democratico".Non è una mozione congressuale. Non sarà una aggregazione INTERNA ai DS o alla Margherita o ad altre forze politiche.Al contrario: l'obiettivo è quello di una Rete di iniziativa, composta da iscritti e non iscritti ai partiti, ed a tutti i partiti, dell'Ulivo.Una associazione nazionale per l'Unità dell'Ulivo, per il Partito Democratico, che trova la sua specificità nella riaffermazione, attualizzati, dei valori dei momenti più alti della Sinistra: pace, ambiente e salvaguardia del pianeta; solidarietà, cambiamento sociale e sviluppo sostenibile; eguaglianza delle persone, nella cittadinanza e nelle condizioni e scelte di vita, nei diritti e nei doveri.
Valori e storia che hanno inciso profondamente nella democrazia italiana, come l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica, quello dei compiti della Repubblica per garantire sostanza concreta ai diritti di libertà a cui vogliamo riferirci anche nel nostro nome, così bene indica.La responsabilità pubblica resta il riferimento, ancora più forte, nell’epoca nostra di grandi prove.

Così come il termine “sviluppo umano”, definisce,oggi, una crescita che integra civiltà e economia, centrata sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali delle persone e intesa come condizione di un ampliamento della libertà. La democrazia e la tutela dei diritti fondamentali, l’istruzione, la sanità, il welfare, il lavoro (come strumento per ottenere reddito, ma anche come mezzo di espressione e partecipazione), la pari dignità dei sessi, sono considerati come fattori essenziali di civilizzazione e, nello stesso tempo, fattori dello sviluppo. Uno che sviluppo consiste nel rendere possibili più scelte, nell’auto-realizzazione delle persone. E’, in effetti, il nuovo paradigma economico-sociale non solo dell’ONU, ma anche della cultura “liberale” e di “liberazione” su scala planetaria.


Guardare alto ha condotto, sempre, la Sinistra a guardare alla qualità concreta della propria proposta, alla via del governo e non della passiva accettazione della marginalità.
L’Italia ha vinto, alle ultime elezioni politiche, una “battaglia per la vita”. Abbiamo vinto. Dobbiamo governare.Abbiamo vinto per poco. Serve una forte capacità di coinvolgere ed allargare il consenso.Serve una iniziativa nella società.Bisogna chiarire sempre per chi si governa, far parlare i bisogni, portarli ad avere voce.E’ necessario agire nella società civile per campagne che pongano le questioni di riforma e sorreggano poi l’azione del Governo.
E’ un’occasione che è imperativo cogliere, nell’oggi, ma è anche una prova per avviare una riforma della politica, lo strumento per assicurare democrazia e futuro.
C’è un punto di contatto fra il dovere di tenere unità e forte la maggioranza di governo e la prospettiva di riformare partecipazione e politica.E’ nel punto centrale, in questo quadro politico, della ricomposizione dell'Ulivo in un unico soggetto politico.Non condividiamo proposte che richiedono o la negazione di questo obiettivo o il suo approdo unicamente federativo, già sperimentato negativamente, o il suo rallentamento.Il nocciolo del problema è “FARE LA COSA GIUSTA”, scegliere e battersi per il sostegno al Governo ed all'Unione, la sua qualificazione riformatrice, l'urgenza di compiere la scelta unitaria, Questa scelta è un segno di RESPONSABILITA', non conduce ad arrendevolezza ma al contrario a dare un contributo ad una azione di rinnovamento.Non saranno le posizioni burocratiche ad assicurare che si giunga al Partito Democratico. Servono nuovi impegni ed adesioni. Non sarà una scelta facile o "comoda". Già i congressi di DS e Margherita si annunciano difficili come tutta la fase politica.Siamo convinti che fare congressi tutti interni è già "perdere" i congressi.Nel rispetto di chi mostra un dissenso di fondo bisogna impegnarsi per fare "congressi aperti” insieme con tutti i cittadini dell'Ulivo, per far esprimere forze e persone nuove.E’ GIUSTO E RESPONSABILE scegliere l’unità, ma è anche POSSIBILE.
Ci sono le forze, i soggetti, le volontà necessarie per andare avanti.
Non è vero che bisogna sempre e solo scegliere fra omologazione e minoritarismo.La cultura della democrazia, il mondo del lavoro, il protagonismo delle donne , la necessità di futuro dei giovani richiede e può realizzare qualcosa di più.Non è una scelta facile per noi che veniamo da percorsi ed opinioni diversi. E non vogliamo rinunciare alle nostre diverse convinzioni.Per noi l’Ulivo non è un apriori, un pensiero unico, Ma, per noi tutti il progetto di un “partito dell’Ulivo” è un terreno di confronto decisivo, al quale non vogliamo sfuggire.Chi ritiene di riferirsi ad idealità più forti, ad un impegno politico e civile maggiormente attento alla giustizia, alla pace, alla democrazia ha la possibilità e il dovere di portare un contributo a questo confronto, anzi di richiederlo, di esigerlo.
Proprio la nostra “differenza” può farci dare un contributo per parlare al paese.
La cultura critica, se si libera dal bozzolo delle ideologie, può contribuire ad incontrare la difficoltà della salvaguardia del pianeta, della pace, della sicurezza del lavoro e della vita quotidiana, della condizione umana.
Nei movimenti della Società civile e del mondo del lavoro c’è più voglia di presenza, di tornare ad una politica più forte e c’è la consapevolezza che l’unità è un bene prezioso, la cui perdita sarebbe irrimediabile.
E’ qui il punto più rilevante.Mai dire: “i movimenti passano, i partiti restano”.Bisogna essere in sintonia con quella giusta opinione presente nei movimenti che chiede, insieme, di stare nel processo unitario e di portarvi contenuti più forti e caratterizzati. Il nuovo partito unitario non deve nascere “contro” la storia dei grandi movimenti riformatori e certamente non contro la Sinistra italiana.Bisogna portare le grandi esperienze della Sinistra italiana di oggi in questo nuovo campo, che sarà comunque quello più vasto nel centrosinistra.
Solo così l’Ulivo potrà essere una storia lunga e feconda di futuro e, nell’oggi, essere la forza trainante e che riesce a tenere unita la coalizione e a reggere la prova del governo.
Cercheremo di essere lievito e reagente perché le grandi culture della democrazia siano interpellate a riproporsi, a riformularsi, nella nuova forza.
I “nostri compiti” sono duplici:--da un lato contribuire a un arricchimento sui punti di fondazione etici e sociali del nuovo partito dell’“Ulivo” e--dall’altro lato impegnarsi perché si promuova un ampio e vero processo costituente dell’Ulivo, con modalità di partecipazione vaste e antitetiche all’appello ai gia’ convinti.

E’ qui il modo migliore di opporsi al rischio di veder nascere una forza moderata e fatta solo di ceto politico.
Non ci sono risposte precostituite su come organizzare una buona politica, sono invece ben noti i guasti della cattiva politica.
Serve più politica, non meno, per porvi rimedio, la passione dei grandi temi, delle grandi motivazioni, (il Globale) e lo studio, la discussione comune, l’azione sulla realtà nella quale si vive, e sul come ci si vive(il Locale).
“Globale/Locale” per noi significa anche “Generale/personale”.Oggi, nuovamente, si allargano gli interessi della politica ai temi del corpo, delle identità, delle relazioni e del quotidiano, dove il limite deve essere quello del rispetto e della laicità non la mancanza di interesse per le dimensioni profonde della persona..Per queste convinzioni ci siamo impegnati per i diritti umani e una politica di pace, per una nuova politica economica di equità, per la laicità, nel dialogo, e intendiamo proseguire.
Per queste convinzioni vogliamo dare vita a una diffusa iniziativa su quattro grandi temi di esemplare priorità:

-la conoscenza dei termini esatti della catastrofe climatica,
per creare consenso alle scelte di riconversione ecologica dell’economia

-una nuova dignità e sicurezza del lavoro, nell’epoca del cambiamento
e dell’incertezza,

-la messa al bando della pena di morte e per una giustizia internazionale,

-l’integrazione di liberi individui, di differenti culture,
in una scuola pubblica di qualità.
Ci misureremo, senza velleitarismi, ma con una volontà chiara, “dare una mano” non solo a discutere sul “come” deve essere l’Ulivo, ma anche sul perché, “per che cosa” lo vogliamo unito.
In sintesi , tutto ci porta a dire: No a “farsi da parte”, no a delegare,.
Serve “un impegno nuovo”. L’Ulivo ha bisogno di coscienze vigili, di vedere le sue energie morali ed intellettuali, che si ritengono e forse sono, più combattive non per forza ghettizzate o minoritarie.Bisogna esserci e aprire il confronto, coinvolgere chi ha idealità e posizioni simili che chiama, magari, per storia e cultura , con nomi differenti.Soprattutto bisogna raccogliere la partecipazione di chi è fuori dai partiti esistenti ma vuole fare politica, seguendo idealità, valori, voglia di giustizia, e vuole farlo in un contesto vitale, “democratico” appunto.
La nostra associazione darà il suo contributo.……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

“Associazione nazionale della
Sinistra per il Partito Democratico, Articolo 3”

"Nell'Ulivo. Da Sinistra"
Una iniziativa per l'unità


in collaborazione con
Associazione culturale "LA CASA DEI PENSIERI"


"La necessità della laicità,
le possibilità del dialogo.
Nella politica, nella società"

Venerdì 9 Febbraio
Sala del Quartiere S.Stefano, a Bologna,
complesso del Baraccano,
via S.Stefano 119, alle ore 20,30


Relatori:
Giancarla Codrignani, giornalista e scrittrice
Laura Renzoni Governatori, Università di Bologna
Luciano Guerzoni, Università di Modena e Reggio
Stefano Canestrari, Preside Giurisprudenza, Univ.di Bologna
Paolo Cavana, Univ. LUMSA Palermo
Presiederà: Rosanna Facchini, pedagogista

Lo scopo del nostro incontro è duplice.
Da un lato vogliamo ribadire l'importanza di riaffermare il valore e la necessità della laicità dello stato.
Dall'altro verificare se esistono vie ed argomenti, improntati al dialogo, che consentano di far prevalere, anche nell'Italia di oggi, terra di particolare e complessa frontiera, fra nuove presenze religiose e ripresa di pronunciamento della Chiesa cattolica su più terreni, l'impegno per conquiste e avanzamenti civili e di libertà, come -non senza grandi travagli- fu possibile ieri.
Una iniziativa quindi di proposta e di apertura che tende a dimostrare la possibilità- a precise condizioni di metodo e merito- di dare vita operativa al progetto del Partito Democratico anche sui temi che oggi si suole definire eticamente sensibili.

INVITO

Le iniziative ed i documenti di “Nell’Ulivo.Da Sinistra” nel sito: www.impegnonuovo.eu

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